Armino Domini

Una storia non diversa da tante altre, una vita simile a quella di molti emigranti fatta di sacrifici, duro lavoro e voglia di farcela in una terra lontana. Certo è che il leggere la vita di Armino Domini suscita una certa emozione, sarà per il fatto di saperlo nato nelle nostre zone e poi emigrato in luoghi così lontani da noi da non saperli talvolta neppure immaginare o forse sarà perchè ha avuto la fortuna, il coraggio e la forza di realizzare i suoi sogni come tutti desidereremmo. Nel 1954 a 16 anni partì con il padre Stefano e il fratello Emilio per l’America alla ricerca di fortuna e di una vita migliore per il loro futuro. L’entusiasmo di quell’età probabilmente non fece pesare la tristezza di dover abbandonare la propria terra natìa e i propri amici d’infanzia, la nostalgia sarebbe nata dopo, con il passare del tempo. La famiglia di Armino riuscì a riunirsi due anni dopo, nel 1956 infatti anche la madre Maria Pennacchi e le sorelle Assuntina, Gloria, Costanza, Margherita e Elva arrivarono a New York nel Bronx. L’amore verso la propria patria e la voglia di condividere con i propri connazionali momenti di ricordo e di divertimento indusse Armino ad iscriversi a 18 anni ad una società italo-americana nata proprio per mantenere vivi i contatti tra gli italiani e far conoscere le bellezze della nostra nazione in America. Attraverso essa la sensibilità verso i problemi dell’Italia ebbe modo di concretizzarsi in aiuti anche economici per le vittime di varie tragedie che la colpirono in quegli anni quali Longarone e Firenze. Armino continuò a far parte di questo club ininterrottamente dal 1956 al 1986, e ricoprì la carica di Vice Presidente degli sport e come tale organizzò vari incontri e tornei di Bocce e Biliardo. Fu proprio in queste occasioni che ebbe la possibilità di incontrare l’ex Governatore e Vice Presidente Americano Nelson Rockfeller a cui ebbe il piacere di insegnare i segreti di questi sport. Nel frattempo Armino si iscrisse nel 1958 al United States Army con cui operò come poliziotto militare e continuò a lavorare sodo per cercare di realizzare i suoi progetti, molti i lavori a cui si dedicò: fornaio, muratore, idraulico, scultore, macellaio finchè riuscì ad acquistare mel 1970 la Savoy Provision Inc., un’azienda che si occupava della produzione e della distribuzione di varie specialità italiane negli Stati Uniti. Un’attività importante che ebbe vari riconoscimenti e consentì di far conoscere e apprezzare i cibi italiani. Per il lavoro di una vita ricevette nel 1980 una medaglia d’oro. Tante le esperienze vissute, le difficoltà incontrate e le soddisfazioni avute, ma il successo più grande è stata la sua bella famiglia, la moglie Fides Candido, i due figli Lisa Regina e Armino Anthony e i cinque nipoti Giancarlo, Gino, Giovanni, Tyler e Danielle. A tutti loro ha insegnato l’importanza del lavoro, del rispetto e la necessità di essere sempre pronti ad aiutare chi è più sfortunato. Tornò con la moglie poco dopo il matrimonio in Italia, nella sua indimenticata Villa, era il 1963, un viaggio che rimase nel suo cuore e il cui ricordo ha conservato e trasmesso anche ai suoi cari

Vai alle altre foto

armino-premio.jpg

Armino e Rockfeller

Un'estate insieme

L’Amministrazione Comunale di Villa Collemandina insieme alla Pro loco vi invitano a trascorrere nel nostro bel territorio un’estate ricca di manifestazioni. Molte le manifestazioni, vari i momenti da trascorrere piacevolmente  insieme. Vi aspettiamo!

Presentazione Mappa di Domenico Cecchi

Sabato 8 marzo presso la sala Consiliare del Comunale di Villa Collemandina, alla presenza di un pubblico attento e numeroso, è stata presentata la mappa originale “Disegno del confine tra Castiglione e Villa Collemandrina”datata 1712. La carta geografica realizzata dal famoso cartografo Domenico Cecchi è stata di recente acquistata dall’Amministazione di Villa Collemandina col contributo della Comunita Montana della Garfagnana, della Pro loco Comunale e del Banco S. Gemignano e S.Prospero.Essa fu redatta in occasione di una sentenza del 1712 che stabiliva i confini tra Castiglione e Villa Collemandina chiudendo una delle rare controversie, tra Stato Estense e Repubblica di Lucca, sulla zona occidentale.

 

Le caratteristiche dell’importante opera e la figura del Castiglionese Domenico Cecchi sono state illustrate, dopo un saluto del Sindaco di Villa Collemandina Dorino Tamagnini, da due importanti studiosi di storia locali Luigi Lucchesi, Presidente della Pro loco di Castiglione Garfagnana, e Mariano Verdigi, membro del Circolo Culturale Garfagnana. E’ intervenuto altresì un lontano discendente del cartografo castigliose, Pier Giuliano Cecchi ,che si è soffermato in particolare sulla figura dell’antenato nel contesto politico della Garfagnana del tempo.

 

Della mappa il Cecchi realizzò due versioni, una è conservata presso l’Archivio di stato l’altra è appunto quella che è stata presentata sabato scorso e che potremo continuare ad ammirare nella Sala consiliare. Il Sindaco Tamagnini, appena ricevuta notizia della presenza dell’opera presso un antiquario di Lucca da parte della Segretaria del Comune di Coreglia Alteminelli, Dottoressa Poggi, si è subito adoperato per rendere possibile la sua acquisizione. Ha trovato nella Pro loco e negli altri enti sopra ricordati una grande disponibilità, il loro intervento ha permesso di poter procedere all’acquisto senza alcuna spesa per il Comune e a coprire totalmente la somma di euro 2000 per la tela e di euro 180 per la corrnice.

 

img_0333.JPG

1 63 64 65